Vediamo oggi cosa realizzare, dopo aver deciso quale soggetto ritrarre. L’elaborazione del diorama, ossia quale frame temporale bloccare diviene in questo momento fondamentale, visto che andiamo ora a decidere COSA acquistare per rappresentare ciò che abbiamo pensato.

Tra i vari soggetti di aerei catturati, la versione biposto dello Schwalbe è quella che più attira, e la U1, con il suo radar, ancor di più. Le elevate prestazioni del Me262 rendevano desiderabile la versione da addestramento per la conversione operativa, così il Me262B-1a fu introdotto nell’estate del 1944. L’addestratore nella configurazione biposto in tandem aveva il secondo posto che sostituiva uno dei serbatoi di carburante. Il raggio d’azione venne compensato installando due serbatoi esterni da 300 litri sotto la fusoliera anteriore; ne vennero costruiti circa quindici. La sua evoluzione portò al primo caccia notturno a reazione, il Me-262B-1a/U1, impiegante il radar a onde metriche FuG-218 Neptun V/R e l’RWR centimetrico “Naxos” per contrastare i radar alleati tipo AI in banda X. L’armamento era composto da due cannoni MK-108 da 30 millimetri e due cannoni MG-151 da 20 millimetri. Il tipo fu sottoposto a prove nell’ottobre del 1944 dal noto Hajo Hermann. Durante l’inverno successivo, Kurt Welter, Kommendeur del “Kommando Stamp”, impiegò tale aereo per le operazioni “Wilde Sau”, e in aprile l’unità ottenne alcuni dei Me-262B-1a/U1. Nonostante tutte le difficoltà, Welter venne accreditato con 20 “kill”, diventando così uno dei primi assi sui jet. Alla fine della guerra, Messerschmitt stava lavorando a un prototipo del Me-262B-2a migliorato, con una fusoliera più lunga e una maggiore capacità di carburante. Era stata anche considerata la configurazione Schkrage Musik, ossia i cannoni sparanti verso l’alto per consentirgli di attaccare i bombardieri della RAF nel punto cieco della pancia.

A questo punto decidiamo il kit: in scala 1/48, ovviamente! Ne abbiamo realizzati parecchi nel corso degli anni: Monogram, Academy, Tamiya. Quest’ultimo è senza dubbio lo standard di riferimento. Ma per la versione B è reperibile abbastanza facilmente l’HobbyBoss, per cui ci orienteremo su questo modello.

Abbiamo detto diorama, quindi ci servono degli equipaggi, ma non tedeschi… ricordiamo che i Watson’s Whizzers arrivarono a guerra terminata, ed è quindi plausibile che coloro attorniavano questi aerei fossero per la stragrande maggioranza americani. E qui allora ci orientiamo su una scatola della Preiser, azienda senza dubbio più orientata sull’accessoristica ferroviara, ma che ha rilasciato dei kit prettamente aeronautici. Uno di questi, il 67003 è dedicato a personale USAAF, in varie pose.

Poi… la fantasia (diciamo l’immaginazione corre veloce…) e con cosa arricchiremo il nostro diorama? L’immancabile e immortale Willis MB, nella sua configurazione aeroportuale. Infatti esistono svariate immagini di queste Jeep presenti sui campi di aviazione di tutta l’Europa liberata. E per questo useremo il kit Hasegawa.

Ma non finisce qui…. e non ci sono solo i Whizzers…. Tutti i reparti USAAF rischierati dall’UK alla Germania usarono quello che trovarono … per puro caso, su un foglio di decal dedicato al Me108 Taifun vediamo questo profilo

e, a quanto pare, la foto è stata scattata a Munchen – Riem. Quindi piccola ricerca… e oltre a personaggi, jeep e altri accessori, andremo ad aggiungere al nostro diorama un bel Taifun, anch’esso con le insegne americane. Ed ecco la scatola Eduard dedicata ad esso.

… ed una bella foto in volo. Notiamo la tecnica costruttiva, del tutto simile al Me109.

Bene, ora abbiamo tutto… non ci resta che iniziare!

Claudio Col – foto web